In provincia di Caserta l’ispiratore del Galateo di Giovanni della Casa

Falerno del Massico, il vino più costoso ed eccellente dell’antichità.

sessa aurunca jpgCi sono storie e viaggi affascinanti che si compiono nei luoghi e nel tempo, raccontano di aneddoti e tradizioni che riescono a muovere le emozioni più profonde. Abbiamo in Italia un territorio ricco di fiumi e colline, una natura rigogliosa che circonda castelli, abbazie, torri e casali, testimonianze dell’architettura antica e fucina di conoscenza. Piccoli borghi sembrano essere i custodi incontaminati delle colline italiane, sorgono qua e là, dal nord al sud nel silenzio della pietra che conserva intatte le parole sussurrate da secoli. Sappiamo bene che se  le parole  sono accompagnate da del buon vino e del gustoso cibo, possono diventare il ” verbo”, un sorso di storia? falerono del massiccio
Il Falerno del Massico, il vino più costoso ed eccellente dell’antichità. Si racconta che fu proprio il dio Bacco a regalarlo agli abitanti di Sessa Aurunca, per ringraziarli della loro meravigliosa ospitalità. Orazio, Plinio il Vecchio e Cicerone ne hanno decantato le lodi e ancora oggi in cinque comuni della provincia di Caserta si trova questo eccellente nettare.
Curiosa di ciò che ho trovato in un antico testo, ho cercato di scoprire qualcosa in più. Sessa Aurunca in provincia di Caserta, è  uno dei luoghi meno conosciuti, che più testimonia la potenza dell’antica Roma, il suo teatro del I secolo a.C. con cavea (la gradinata) immensa, la pavimentazione in porfido egiziano verde e rosso, con colonne scolpite nel marmo pregiato. Statue di satiri e muse del teatro, a testimonianza di spettacoli rappresentati dagli antichi cantori.
teatro_romano5Le epoche si susseguono lasciando testimonianza nell’architettura, ecco che dal Criptoportico ( portico coperto) del I secolo d.C. si staglia il palazzo Ducale che fu per difesa del Regno di Napoli, o l’imponente cattedrale romanica del 1100, incastonata in piccole stradine dedalo di un quartiere medioevale eretto sulla antica storia di Roma. “Dee adunque l’uomo costumato guardarsi di non ugnersi le dita si che la tovagliuola non rimanga imbrattata”, si perché se il vino è  il nettare degli dei e il cibo il nettare terreno, un po’ di buone maniere devono essere rispettate a tavola e pare che a Sessa Aurunca un fine umanista di nome Galeazzo Florimonte, vescovo del borgo, sia stato l’ispiratore di Giovanni della Casa, nello scrivere il celebre libretto delle buone maniere che proprio grazie all’alto prelato prese il nome di ” Galateo”. primitivo-a-falciano-del-massicoTra storia, vino e buone maniere il nostro viaggio non può che essere un successo, una scoperta delle nostre regioni, il nucleo della terra più vera a testimonianza dell’Italia delle tradizioni e dei sapori antichi, spesso non conosciuta dal turismo di massa  frettoloso, capaci di svelare inaspettati gioielli.

Elena Tempestini