Trabaccolara. Una storia e una ricetta dal mare di Toscana

Tre giornalisti raccontano della nascita di una ricetta, tra storia, foto inedite e artisti che hanno frequentato le vecchie trattorie viareggine.

Trabaccolara. Pesce povero e storia condensati in una ricetta che in Toscana ha appena avuto tre giorni a lei dedicati. Per me la trabaccolara ha il sapore dei ricordi di qualche anno fa quando si partiva da Firenze per andare sulla costa, e precisamente a Piombino, dove esisteva un ristorante  sugli scogli, proprio per mangiare la famosa trabaccolara.Immagine copertina (1)

In realtà le origini del piatto sono viareggine ma si sa dalla provincia di Livorno anche il cacciucco è arrivato in Versilia perdendo qualche “C” e diventando più brodoso.
La Trabaccolara nasce come piatto “povero” fatto con il pesce che non finiva sul mercato o perchè troppo piccolo o perché invenduto a fine giornata. Così si faceva un sugo saporito con cui si condivano gli spaghetti. Il nome, foneticamente simpatico, nasce dal fatto che in realtà la ricetta prende il nome dai pescatori di San Benedetto del Tronto che all’inizio del Novecento lasciarono l’Adriatrico per Viareggio portandosi dietro le loro barche da pesca: i trabaccoli.

Trabaccolara: storia e aneddoti

Nei tre giorni dedicati alla Trabaccolara 100 ristoranti toscani ma anche la famosa“La tavernetta da Elio” di Milano, il locale preferito da Indro Montanelli hanno proposto il piatto nel menù. La ricetta oggi è conosciuta in altre regioni italiane ma era stata dimenticata nella stessa area in cui era nata dove, dagli anni ’60 e in particolare nmegli anni ’80, nei menù dominavano i crostacei, i risotti di mare e le famose catalane.
In fondo al libro anche un’accurata sezione dei primi 55 ristoranti che hannoa derito all’iniziativa dei Trabaccolara Days ma che sicuramente la sanno fare bene: da Viareggio a Milano, da Carrara a Volterra, fin a Pistoia e Firenze.20170930_145719

Per fortuna con la maggiore attenzione al cibo sano e al pesce azzurro in particolare, la trabaccolara nel nuovo millennio è tornata ad essere presente nei menù di molti ristoranti.
La cosa bella è che ai tre giorni dedicati al piatto gli organizzatori dell’evento (Vetrina Toscana, il progetto di Regione e Unioncamere Toscana) è stato abbinato un libro piccolo ma interessante che narra della storia della pesca a Viareggio e sulla costa toscana legata a questa ricetta.
All’interno piacevolissimi saggi di Corrado Benzio, Franco De Felice e Adolfo Lippi tre giornalisti che con maestria raccontano la storia dei pescatori di San Benedetto, ma anche, tramite flash e foto inedite, quella della cucina versiliese del dopoguerra. Foto storiche e “gossip” d’epoca come l’arrivo a Viareggio del generale George Marshall, del licet, di un Lucio Battisti rilassato e felice dopo un piatto di Trabaccolara, di Viani, di Puccini (che invece amava la caccia sul lago di Massaciuccoli), dei “tordelli” e molto altro. Un piccolo spaccato di un mondo, forse più povero, ma che rilascia ancora il suo profumo di genuina cultura, anche quella grande. Quindi da oggi una volta che assaggerete una “trabaccolara” o “Viareggina” che dir si voglia (più facile trovare la versione con i paccheri che raccolgono meglio il sugo  che gli spaghetti) , saprete di fare un salto nella storia.

Roberta Capanni