Tra fondali di coralli, spiagge vellutate, mare blu con  piscine naturali, la Sardegna è l’isola regina; ma  a ovest si trova un’isola piccola ricca di tradizioni architettoniche e  importanti gastronomiche. E nel nostro viaggio che nel bello e nel gusto,  dove guardiamo e viaggiamo anche con il cuore, ascolto il racconto dell’isola di San Pietro, dove tra maggio e giugno si effettua la tonnara, la più pregiata di tutto il mediterraneo tanto da vendere tonno ai migliori sushi bar del Giappone. Il tonno è il re di questi mari, le reti vengono calate con metodi quasi immutati dai tempi arabi, che furono i primi a a praticare questa pesca, emulati,solo successivamente, da liguri e spagnoli. san-pietro_big
Ogni anno avviene la  cattura del  tonno rosso più pregiato e prelibato. Ormai è  un raro spettacolo da vedere ( spettacolo che non a tutti piacerebbe!),  le uova vengono salate e messe su tavole di legno pressato con pietre grosse che vengono raccolte in riva al mare. A luglio i magazzini delle tonnare sembrano casseforti con ghirlande di bottarghe e profumo dei cuori dei  tonni, che si sono immolati per il nostro palato, appesi a essiccare.
I ristoranti del luogo sanno usare tutte le parti del tonno, spalancando a noi del ” continente” un universo nuovo di sapori e ricette. Sono una sognatrice, amo il mare, la montagna e tutti quei luoghi meno conosciuti che celano bellezze incontaminate, ma sono anche una testarda e molto golosa di pesce , talmente testarda che sono riuscita a farmi dare delle ricette tradizionali  dell’isola del tonno…    tonno

Tonno alla tabarkina:

  1. tagliare a fette circa 1kg di tonno fresco, lavarlo,
  2. asciugarlo e friggerlo in olio di oliva,
  3. aggiungere poi 2 spicchi di aglio schiacciati e far dorare.
  4. Versare del vino bianco lasciando che evapori,
  5. aggiungere 1 cucchiaio di salsa di pomodoro, sale e abbondanti foglie di alloro ( 3/4 meravigliose per profumare il cibo) portare a cottura lenta su fuoco basso e sfumare con un po’ di aceto.

Una prelibatezza meravigliosa per il palato, sperando di poter vedere presto le grotte della mezzaluna e il meraviglioso anfiteatro cinto da roccia alta 100 metri con l’acqua del color smeraldo e il vento degli dei che preserva l’isola di San Pietro,  chiamata anche isola Carloforte, nei secoli.