Olio nuovo 2017. Minor quantità di olive ma buona resa. Cosa abbiamo dopo un’estate torrida.

Frangitura con vista e tramonto sulle colline del Chianti nell’azienda di Matteo Mugelli

L’olio nuovo è arrivato. I frantoi hanno già iniziato a lavorare anche se in  alcuni casi è un po’ troppo presto. L’estate troppo calda ha colorato le olive ma, come per tante altre coltivazioni, ha rallentato lo sviluppo e la maturazione.  Per capire se un’oliva già scura è davvero pronta basta vedere se l’attaccatura del picciolo è ancora verde e, aprendola, si vede che il nocciolo non è ancora  perfettamente duro.

A Raccontarci tutto questo è Matteo Mugelli di Torre Bianca  a San Casciano Val di Pesa che ha iniziato la campagna olearia nel suo frantoio, piccolo ma gestito con una competenza e un amore che nell’olio della sua azienda e in quello di chi si affida a lui per frangere le proprie olive si ritrova tutto.olive-web

Dalla sommità di una collina mentre ci si avvia ad uno spettacolare tramonto sulle colline del Chianti. Matteo Mugelli di olio e di frantoi se ne intente tanto che gira l’Italia e altri paesi dispnesando consigli su come frangere.

“Oggi sappiamo che le olive per conservare le loro qualità preziose per la salute devo essere frante nel minor tempo possibile dalla raccolta.”  Se a Torre Bianca le olive arrivano dai produttori direttamente nelle grandi casse e poivengono  lavorate subito non sempre accade così. I grassi sono molto sensibili all’ossidazione e più le olive stanno  all’aria meno saranno presenti le sostanze utili all’organismo come i polifenoli, antiossidanti naturali per eccellenza.

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Parlando con Matteo il discorso non può non cadere sulla commercializzazione dell’olio extra vergine di oliva nei suoi tanti aspetti. Molto dell’olio eccellente prodotto  è diretto all’estero. Pare infatti che le caratteristiche del nostro olio siano più capite in altri paesi che nel nostro anche se la destinazione è la ristorazione.

Da noi il prezzo ha la sua importanza e non si comprende come le persone siano disposte a spendere ben più di 12 euro per una buona bottiglia di vino che sicuramente finisce nell’ambito di una cena  ma non a spendere almeno la stessa cifra per una bottiglia di olio di qualità che non finisce certo in una sola volta.

Olio nuovo: la produzione 2017

Quest’anno la produzione ha subito un calo per il grande calore, negli anni passati era la mosca bianca ad aver decimato le olive e il prezzo dell’olio extra vergine d’oliva sarà elevato nel suo prezzo medio.

Nella grande distribuzione ma maggior parte dei prodotti ha un prezzo inferiore al costo di produzione di un olio fatto come si deve. Questo dovrebbe far pensare il consumatore che acquistando l’olio sta acquistando, a mio avviso, un “presidio medico naturale”.

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Venendo alla Toscana la produzione è calata drasticamente dopo la famosa gelata di oltre 30 anni fa che decimò le piante e oggi paga una cattiva gestione dell’oliveto, spesso piccolo e ancora gestito come si faceva un tempo. Poca meccanizzazione, piccoli appezzamenti spesso difficile da raggiungere portano ad essere non competitivi con l’olio prodotto in altri paesi europei.

Abbiamo seguito il percorso delle olive raccolte nel pomeriggio ad Impruneta, sulle colline “dirimpettaie di quelle sancascianesi”, e prontamente portate al frantoio. La macina a coltelli, meno aggressiva, regala una pasta rosea che dopo pochi minuti regala un olio giallo, piccantino e ricco di profumi. Subito filtrato e riconsegnato nei contenitori d’acciaio al produttore che spera, come nelle annate  precendenti, di vedere il suo olio pluripremiato.

R.C.