Un tempo si chiamava Versilia Fiorentina, perché furono i Medici a dare il via alla grande industria del marmo, e il suo vero protagonista fu l’inviato mediceo, Michelangelo Buonarroti. All’inizio del XVI secolo, Michelangelo sceglieva i blocchi di marmo per le proprie opere a Carrara, e in quel luogo instaurò una salda amicizia con il marchese Alberico Malaspina, signore della città e padrone delle cave apuane.ph roberta capanni

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A Carrara in piazza del Duomo una lapide ricorda i continui soggiorni dell’artista.

Presso le cave ci lavoravano operai specializzati, maestranze abilitate con eccellenza a trattare gli enormi blocchi di prezioso marmo, ma era sopratutto la vicinanza con il mare ad essere accattivante e a rendere il trasporto più semplice.

carrara-cava-di-marmoUn giorno gli abitanti di Seravezza si resero conto di possedere anch’essi un candido tesoro di marmo sulle loro montagne. Il capitano fiorentino di Pietrasanta non aveva mai fatto nulla per sfruttare quel giacimento naturale, bisognava aprire delle cave e creare una strada dai monti al mare, gli abitanti pensarono allora di regalare le proprie terre alla famiglia Medici, confidando nella loro efficienza e ricchezza nel portare progresso e agiatezza alla zona.

Florence, Italy

Firenze Basilica di San Lorenzo. La facciata non fu mai fatta.

In quel momento Leone X era papa (Giovanni dei Medici figlio di Lorenzo il Magnifico), e inviò subito in zona, Michelangelo Buonarroti con ordine di lasciare immediatamente le cave di Carrara, e iniziare a sfruttare i nuovi giacimenti fiorentini di Seravezza e di cavare il marmo necessario per la facciata di San Lorenzo a Firenze, non ancora eseguita.

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Alcune lapidi in Pietrasanta ricordano e celebrano la presenza di Michelangelo ” In questa casa, Michelangelo Bonarroti il 10 marzo 1518 alla presenza di Donato Bento, scultore e architetto fiorentino, stipulava il primo contratto per la facciata di San Lorenzo, e per volere di Leone X, apriva le cave dell’Altissimo domando in tre anni l’asprezza dei luoghi e l’imperizia delle genti”.Il rosone marmoreo della romanica pieve della Cappella è chiamato ” l’occhio di Michelangelo”.

L’artista non era molto propenso a lasciare l’amico marchese, poi avrebbe dovuto lasciare le maestranze esperte e gli abili tagliatori che sapevano individuare le giuste ” vene” marmoree ma dovette. Con il lavoro e il tempo Michelangelo si affezionò molto al nuovo luogo. Aprì le nuove cave, spedì colonne di marmo a Firenze e progettò la strada di collegamento dai monti a Forte dei Marmi, e i contratti di fornitura per la facciata della chiesa di San Lorenzo.

Alla morte di Leone X, l’artista lasciò la Versilia al suo procuratore Benti, la facciata di San Lorenzo come sappiamo non ebbe mai più la sua occasione di divenire realtà, ma sui monti della Versilia era stato scoperto un tesoro naturale che dette vita a un lavoro che mai più fu fermato.

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Oggi Seravezza può vantare un palazzo Mediceo di linea sobria e raffinata come residenza, che ricorda molto quella di Artimino. Il palazzo fu frequentato da Cosimo I dei Medici e dai suoi successori, i Lorena.  Oggi la residenza è restaurata e ospita mostre specialmente nel periodo estivo. Altre memorie medicee le possiamo trovare a Pietrasanta dove svetta lo stemma di Leone X che assegnò la città a Firenze.

 Elena Tempestini

 

all-esternoNOTA DI REDAZIONE: dove mangiare a Pietrasanta.

In città ci sono molti ristoranti, locande dove si mangia davvero bene. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Si trovano lungo la via principale dove in estate ogni locale si apre sulla strada creando uno scenario altamente suggestivo, nelle stradine adiacenti o un po’ fuori del paese come la Locanda di Bruno in via Solaio 67 (0584790887)  o la Locanda del Gusto  0584 283091 – 334 6652473,  (http://www.locandadelgusto.com/)  L’osteria antichi Sapori  0584 790205