#gelatoday.gelato 3Oggi è la giornata Mondiale del gelato e non potevamo non ricordarlo. Un settore importantissimo per l’Italia visto che se ne  consumano 165mila tonnellate solo di quello artigianale pari a 3 chili di gelato a testa!Un settore che registra 50.000 addetti con 41 mila imprese che lavorano nel settore e un giro d’affari di 4,7 miliardi di euro.
Il 24 marzo è la giornata europea del gelato artigianale, quello che tutti amiamo ma inutile dirlo “gli italiani lo fanno meglio”. In Italia pare che le creme alla frutta siano le preferite seguite a ruota dalla nocciola e dal coccolato. Proprio il gelato al cioccolato nella variante del “Cioccolato D’Austria”, variegato con marmellata di albicocche, sarà il re dell’edizione 2015 della Giornata Europea del Gelato Artigianale, promossa da Artglace, la Confederazione delle Associazioni dei Gelatieri Artigiani d’Europa, e riconosciuta dal Parlamento Europeo.
Il gelato ha una bella storia, lunga e articolata legata alla conservazione, al ghiaccio. Pare con la neve e latte di capra fossero nati i primi “mangia e bevi” di cui un esempio che ritroviamo nella Bibbia di Isacco che offre ad Abramo proprio latte misto a neve. Alcuni testi riportano (da “gelati gelati” scritto da Luciana Polliotti, pubblicato da Mondadori nel 1999) che anche Alessandro Magno fosse goloso di bevande fredde e che durante le sue campagne pretendesse di avere a disposizione neve da consumare mescolata con frutta e miele. Frutta mescolata a ghiaccio era presente anche in Egitto e per i Romani fu Nerone ad introdurre nei banchetti l’uso di una specie di gelato fatto di miele, neve e frutta tritata. Ma fu solo con la scoperta del sistema per congelare i succhi di frutta mettendoli in recipienti circondati di ghiaccio tritato. avvenuta in Oriente nel medioevo, che si può dire che parta davvero l’idea di sorbetto. Come tutte le cose buone i sorbetti per alcuni sceoli furono banditi dalle tavole raffinate perché considerati “simboli del peccato”. Per fortuna con il Rinascimento certe scemenze decadono del tutto e tornano sulle tavole anche i sorbetti e lo fanno in grande stile.

gelatoI sontuosi banchetti che si svolgono nei palazzi e nelle corti italiane vedono la nascita di un gelato più cremoso, più simile al nostro ottenuto con nuovi strumenti, nuovi mastelli in legno e primitive sorbettiere. Non solo sorbetti di frutta però ma creme fredde a cui si davano forme diverse. La Corte Medicea di Firenze dette ampio spazio ai sorbetti sulla propria tavola e non è un caso se  proprio qui un tal Ruggeri, in realtà un venditore di polli,  partecipò e vinse un concorso indetto dalla corte. Fu così che Caterina de’Medici salpando da Livorno per andar in sposa a Re di Francia portò con sé anche il Ruggeri e le sue bontà.  Sempre a Firenze un artista del calibro di Bernardo Bontalenti si ingegnò per creare un sistema di conservazione della neve e con il suo nome è rimasta una crema di gelato buonissima :il Buontalenti.
Ma fu un  siciliano Francesco Procopio de’ Coltelli  ad aprire un’attività rivolta al gelato nel 1660 a Parigi e il successo fu grande tanto che  il Café Procope,  divenne poi uno dei più celebri caffè letterari d’Europa.
Con l’avvento del gelato da passeggio e il boom economico il gelato artigianale subì una perdita di interesse per poi tornare qualche anno dopo ai fasti passati, perché un buon gelato industriale non potrà mai superare quello artigianale fatto con ingredienti freschi e salutari.

Ognuno poi ha la sua gelateria preferita. La mia? A Firenze in zona non centrale e a Scandicci Gelatando campione di gelato al caffè e non solo!

Roberta Capanni