Eccoci di nuovo a parlare di Langhe. Quando si visita per la prima volta questa regione, non si smette più di sognare di tornarci, perché tante sono le bellezze che offre dai borghi antichi, ai paesaggi incantati, ai tanti sapori della tavola. Il mio debole per il cibo non è più un segreto e quindi vi racconterò le nostre esperienze enogastronomiche alle cantine comunali. Ciò che mi affascina di questi luoghi è la possibilità di visitare castelli, antiche residenze, fortezze ed edifici storici e poter degustare qui le bontà tipiche di ciascuna area.

IMG_0923Alla Cantina Comunale di Diano d’Alba, nella zona del Dolcetto e dei famosi Sörì, siamo stati accolti da Massimo, oste, sommelier e gourmet impeccabile. Dopo una sbirciatina sugli scaffali colmi di bottiglie, ci siamo accinti a degustare qualche buona annata di Dolcetto. Questo vino, conosciuto ancor prima del Barolo, è apprezzato per il caratteristico sapore dolce e avvolgente, facilmente abbinabile con qualsiasi tipologia di cibo. Ricavato dalle uve Dolcetto e prodotto soprattutto nelle zone di Diano D’Alba e Dogliani, si tratta di un vino le cui radici affondano nella storia: si dice infatti che fosse utilizzato come merce di scambio con la Liguria. A proposito dei Sörì, dove il Dolcetto di Diano viene prodotto, e che sono stati percorso del nostro trekking tra le vigne, si dicono così nel dialetto locale le colline soleggiate, esposte al sole, quindi particolarmente vocate alla viticoltura.
Ma torniamo a Massimo, che dopo qualche convenevole, ha iniziato a farci domande rispetto ai nostri gusti in fatto di vino ed ha quindi allineato al centro tavola una serie ‘infinita’ di bottiglie da degustare: alla fine sono risultate 17! Il tutto è stato affiancato da una degustazione di salmi locali tra cui salame cotto, crudo e stagionato. Da leccarsi i baffi!
Massimo ci ha fornito informazioni e cenni storici sui vini prodotti in zona e nelle Langhe, ci ha fornito suggerimenti e introdotto alle tipicità locali, che non abbiamo potuto mancare di acquistare. Insomma, se siete in zona, vi consiglio di fare una sosta qui, non solo per il delizioso paesino di Diano d’Alba, per gli spettacolari paesaggi e percorsi a piedi, ma anche per la cordiale ospitalità che vi permetterà di trascorrere un pomeriggio all’ insegna del gusto.
Un aspetto che mi ha colpito, provenendo dalla Toscana, è la strategia di utilizzo delle cantine comunali, come luogo di promozione del vino locale e non, ma anche dei prodotti tipici regionali. Qui nessuna cantina prevale, perché ciascuno può scegliere cosa assaggiare in base al gusto ed alle tasche. Le cantine comunali sono di norma in posizione centrale nei diversi paesini delle Langhe e ospitate all’ interno di edifici di interesse storico artistico.
IMG_0926Non potevamo perciò limitarci a visitare una sola cantina e quindi la domenica a pranzo abbiamo bissato e fatto sosta a Verduno. Anche questo è un borgo delizioso in prossimità di Alba e sulla sponda opposta di Diano, con una vista spettacolare sulla Langhe.
La cantina comunale di Verduno, in prossimità del castello che domina il paese, è un edificio più somigliante ai circoli Arci in Toscana, con una sala per la musica e con tanto di biliardino, dove i nostri bambini hanno consumato le loro ultime energie, lasciandoci tempo per degustare tante bontà. La cucina è casalinga e offre piatti semplici e intramontabili della tradizione piemontese tra cui i vitello tonnato e i ravioli del plin, ovvero il tipico pizzicotto che li caratterizza, la salsiccia di Bra e la tartarre. IMG_0948Non voglio tediarvi nella descrizione di ciascun piatto, ma basterà scorrere le foto per farsi venire l’acquolina in bocca. Solo alcune note d’autore: i ravioli al plin sono fatti in casa e molto delicati, la salsiccia di Bra è riempita con carne di vitello e non maiale in rispetto alla tradizione ebraica, il vitello tonnato rappresenta il vero connubio tra Piemonte e Liguria in ricordo dell’antica via del sale che attraversava le Langhe e qui portava anche i profumi del mare.