Degustare il latte e conoscerlo davvero.

A Firenze una degustazione bendata tra i prodotti proposti sul territorio.

Il latte è il primo alimento umano. Quello materno s’intende. Tanto invece c’è da disquisire da sempre sul latte di vaccino, presente nella colazione di tanti e spesso demonizzato.
Un alimento bistrattato perchè considerato grasso, ma il problema è solo che lo si considera una bevanda quando è invece, e lo ribadiamo, un alimento ricco di proteine, calcio, fosforo e vitamina B.
E’ molto energico e calorico. Vero. Più del vino, della birra e della cola, del succo di frutta ad esempio, ma non per questo va demonizzato, ma conosciuto.
E’ un prodotto naturale, molto controllato (la verifica nelle stalle avviene due volte al mese) e degno di una degustazione insolita e di un approfondimento.

Ne torniamo a parlare proprio oggi, mentre in Valsugana si svolge la “Prima festa del Latte”.

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Si degusta vino, birra, formaggi, caffè etc… ma quasi mai ci si sofferma a degustare il latte,  non si cerca di scoprire da vicino questo prodotto così diffuso, ma in realtà così poco conosciuto.
Abbiamo avuto il piacere, alcuni giorni fa, di partecipare ad un approfondimento sul latte in seno ad un completo reportage fatto dalla rivista Gola Gioconda sul gelato, di cui il latte è ingrediente base.
Con noi a giudicare colleghi giornalisti, una food blogger e un gelataio. Era la mia prima degustazione di latte in oltre venti anni di carriera…

Degustare il latte: un’insolita giuria.

Una degustazione bendata come si conviene in ogni approfondimento serio, e il bello stava anche nel fatto che fra i “giudici” la maggioranza erano rari bevitori di latte.
Nei nostri bicchieri sono stati versati in successione otto diversi tipi di latte cosiddetti di qualità presenti nel mercato toscano con prezzi variabili da un minimo di 1,50 euro a un massimo di 1,80 euro.
Per i più curiosi abbiamo assaggiato: Mukky Mugello, Fior Fiore Coop, Maremma, Granarolo, Valbontà alta qualità, Esselunga alta qualità, Fattoria il Palagiaccio, Le Roncacce.
Le degustazioni tecnicamente sono tutte uguali e basate su: vista, odore e gusto. E anche il nostro latte non fa eccezione.coride-lmaremma-LOGO
All’aspetto visivo un latte ricco di grassi che contiene anche carotene tende al giallognolo, se invece è annacquato o scremato (che ricordiamo in realtà non è latte!) ha un colore bianco- azzurro, ma solitamente un buon latte deve essere bianco opalescente.
I suoi profumi posso essere meravigliosi, ma tutto dipende da cosa mangia la mucca. Si può sentire il fieno in inverno o l’erba e i fiori di campo in estate. Ma l’odore del latte può assumere anche quelli dell’ambiente circostante e sapere di stalla, ma potrebbe anche avere odori sgradevoli.
Il sapore è generalmente dolciastro. La pannosità e la cremosità sono alla base dei sapori.

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Il risultato? Nessuno di noi cinque giurati ha avuto dubbio e le schede di degustazione di ognuno di noi potevano essere sovrapponibili. Una terzina su tutti ha dominato e in ordine puramente alfabetico senza specificare il primo, il secondo e il terzo sono Fattoria Palagiaccio, Latte Maremma e le Roncacce.
Non volevamo decretare un vincitore (anche se abbiamo trovato decisamente il peggiore!) ma volevamo approfondire e scoprire la giusta consistenza di grassi, il grado aromatico, la dolcezza e le e l’emozionalità dell’immaginare un pascolo, magari in montagna.
E ci siamo riusciti scoprendo il latte.

Nadia Fondelli