In questi giorni, girovagando in rete alla ricerca di manifestazioni  per l’anniversario della nascita di Gino Bartali , il “ginettaccio” nazionale famoso per il suo talento  sulla bicicletta e per le magnifiche sfide con Fausto Coppi, mi sono imbattuta in  un giornale on-line: http://www.bathontheriver.it/   e sulla relativa pagina facebook.

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Bathontheriver o Bagno a Ripoli ridente cittadina adagiata sulla cintura di colline che cingono Firenze, è un paese che amo molto. Sarà per la gente che ci abita e ci lavora, sarà per le sue campagne coltivate, per gli uliveti e le pievi millenarie ma, a Bagno a Ripoli, si sta bene. E lo hanno scoperto tanti stranieri che qui hanno acquistato case e ville e girano il territorio in lungo e in largo.

bagno a Ripoli vista

Ciò che mi ha colpito di bathontheriver sono le vecchie cartoline, quelle che fanno vedere com’era il territorio prima della Seconda Guerra Mondiale, prima di quei cinque sciagurati anni che tanta distruzione hanno portato nelle nostre città e nelle nostre campagne. Mi fa sempre un grande effetto vedere cosa abbiamo perduto, cosa ci siamo persi per la stupidità dell’uomo.

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Bagno a Ripoli, quindi, è sicuramente una buona meta per i viaggiatori anche italiani, per chi non frettoloso, si addentra nel territorio e ne  scopre i tanti tesori. L’archeologia ci dice che probabilmente qui esisteva un villaggio etrusco, Marm, poi si insediarono i romani con ville e terme radice che troviamo nel nome Bagno. Ripoli invece potrebbe derivare da Ripulae, opere costruite per difendersi dall’Arno, fiume da sempre soggetto a piene ed esondazioni. Nel medioevo fu sede della Lega di Ripoli, una delle 72 federazioni di comunità in cui era diviso il contado fiorentino.

Comunque sia Bagno a Ripoli è sempre stato considerato come “il giardino di Firenze”  così definito anche dallo storico Repetti nel suo “Dizionario Geografico-Fisico-Storico della Toscana”  del 1833.

Un  giardino che vale la pena visitare, e le occasioni possono essere davvero tante, come quando le grandi ville private aprono i loro giardini al pubblico. Si può sempre  comunque  seguire passo passo uno dei tanti itinerari (http://www.comune.bagno-a-ripoli.fi.it/opencms/opencms/Menu_Secondario/Turismo/Per_fare/Itinerari_naturalistici/index.html)

Pieve_di_San_Donnino_(Bagno_a_Ripoli)

Oppure gustare e acquistare l’olio prodotto su queste colline, assaggiare la cucina di campagna o quella raffinata, ma sempre con un occhio ai prodotti del territorio, che tante locande e ristoranti propongono (http://www.comune.bagno-a-ripoli.fi.it/opencms/opencms/Menu_Secondario/Turismo/Per_gustare/dove_mangiare/Pagina_42727.html?pagename=42051)

E ancora, si possono seguire le tracce degli  antichi mestieri (http://www.comune.bagno-a-ripoli.fi.it/opencms/opencms/Menu_Secondario/Turismo/Per_scoprire/Sulle_tracce_degli_antichi_mestieri/index.html), dedicarsi al trekking  attraverso tanti itinerari come quello che da Poggio alla Pieve arriva alla valle del Rimaggio,  oppure quello che da Bagno a Ripoli porta al paese dell’Antella, e ancora da Osteria Nova a Fonte Santa o fare oil  o wine tour.

Il mio personalissimo consiglio, per chi non conoscesse questa parte di Toscana o per chi sta programmando una visita a Firenze è quello di non dimenticarsi di visitare le colline, perché se Firenze è bella, i paesi che la coronano non sono da meno. Parola di fiorentina doc.

Roberta Capanni

bagno a Ripoli  Antella