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Fa caldo da estate inoltrata in questi primi giorni di giugno. Il finestrino dell’auto  è aperto:  mi piace   il vento che ti spostai capelli, lo preferisco al  “finto” fresco dell’aria condizionata. Il paesaggio assolato scorre, una collina dopo l’altra, mentre viaggio verso il Chianti fiorentino. Un paese dopo l’altro, una località dopo l’altra: Castelfiorentino, Montespertoli, Poppiano, San Pancrazio, San Casciano, Mercatale…

Curva dopo curva, scorci da fotografia, curva dopo curva, un nuovo profumo come quello intenso delle ginestre in fiore. Non sento il caldo anzi aspiro pienamente, mi riempio gli occhi del verde scuro dei cipressi, di quello argenteo degli olivi o di quello brillante dei filari che, perfetti, pettinano le colline.

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Questa terra mi appartiene anzi io gli appartengo anche se non sono nata qui ma in città. Non saprei spiegare la sensazione che mi avvolge, sempre, quando percorro  queste strade che salgono e scendono sempre di più fino ad arrivare nel loro punto più alto, circa 900 metri, a Monte San Michele, appena sopra Greve.

Ma la nostra meta è un’altra. La strada svolta a sinistra e saliamo verso il passo del Sugame. Abbiamo un appuntamento prezioso oggi con  i buoni piatti toscani del ristorante Borgo Antico ma soprattutto con Stefano e Patrizia che lo gestiscono da anni con smisurato amore.

È bello qui. Ci si gusta l’estate di giorno e la sera si frascheggia, mentre d’inverno anche  solo la visione del grande camino infonde calore insieme al “brunello” della casa che riempie i bicchieri.

Il Chianti Fiorentino oggi subisce gli attacchi di territori che si son saputi promuovere meglio ma  la partita non è persa, grazie a ristoratori come la famiglia Fissi, a giovani imprenditori agricoli che nonostante tutto ci provano facendo orecchie da mercante a chi non ha ancora capito che l’unione fa la forza.

“Mi hanno anche rubato i cartelli che indicano il locale che erano in fondo alla strada” che ho regolarmente denunciato e si arrabbiano perché non faccio pagare il coperto” -ci dice Stefano sconsolato  – su Tripadvisor  un cliente ha detto che la qualità è ottima ma che siam troppo cari!

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Cari? Guardo il listino e non mi pare proprio. Allora mi chiedo se il cliente in questione si fosse domandato da dove venissero i prodotti che aveva nel piatto, affettati, formaggi, carne e verdure di stagione, avrà assaggiato il vino della casa (un ottimo brunello) o l’olio ?  Si sarà chiesto  se le patate son  quelle in busta industriali oppure no,  e  come fa ad essere così leggero e digeribile il fritto speciale  che fa Patrizia e quanto olio (e di che tipo) viene usato per farlo?

In questo paese abbiamo qualche problema, vogliamo la massima qualità a prezzo di regalo,  facciamo gli acquisti al discount senza chiederci da dove vengono certi prodotti e come sono trattati. Certo che se  c’è ancora chi gratta la buccia di limoni  senza leggere che  “non è edibile” perché trattata chimicamente e la mette nel dolce preparato con amore per  proprio bambino…

Ma questo è un altro tema, tutto da affrontare e riguarda l’ informazione  a cui noi, anche noi giornalisti dell’agroalimentare siam chiamati.

Tra una chiacchiera e l’altra, tra gli spaghetti fatti in casa, un filetto tenero come il burro, due patatine arrosto, un dolce, il caffè e il mitico liquore all’alloro, color verde ramarro, ma buono come nettare, il tempo è volato.

Fuori le cicale e i grilli continuano il loro concerto alla bella stagione.  Vorrei restare visto che qui si mangia “a tutte l’ore”  ma dobbiamo andare. Un respiro , un abbraccio e via. Direzione, Figline. Si scollina e si punta verso Strada in Chianti, verso altri luoghi noti e pieni di piacevoli ricordi.

Roberta Capanni

PROVATO PER VOI:

BORGO ANTICO/ La sosta del Viandante Ristorante il Borgo AnticoPasso del Sugame – 50022 Greve in Chianti

telefono: +39 055.851024 fax: +39 055.4644055

stefano: +39 339.4989740

Coordinate GPS 43.598918N ~ 11.36346E

DOVE DORMIRE:

http://www.villailcastellaccio.com (ma non sono ammessi animali purtroppo)