Certe volte ti rendi conto quanto è bello il mestiere del giornalista quando, alla ricerca di notizie per un articolo, entri in un mondo con cui non eri venuto a contatto fino a quel momento. E ti rendi conto che sì, scrivi di viaggi, di cucina  ma soprattutto di tutto quanto fa cultura, di storia, vicina o lontana che sia,  cercando sempre di leggere tra le righe.

Quindi parlandovi di Baia Domizia (è questa la località che sento rammentare da mesi perché frequentata da parenti), voglio darvi qualche spunto di riflessione, che niente toglierà, ma impreziosirà, questo tratto di costa.

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E visto che essendo estate il sole splende, almeno per ora, nel nostro meraviglioso Sud,ho deciso di scrivere su Baia Domizia per i lettori di GustarViaggiando.

Collochiamola: siamo in Campania, alla foce del Garigliano, uno dei fiumi del sud che tutti gli italiani dovrebbero ricordare almeno perché segna il confine con il Lazio e perché teatro di storiche; nel comune, anzi nei comuni di Sessa Aurunca e Cellole in provincia di Caserta. dal 1975 (una di quelle trovate tipicamente italiane)

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La storia di Baia Domizia (si scrive proprio con la Z e non la T latina) parte dal 1963. Siamo negli anni del boom e la voglia di cementificare, nel nome dello sviluppo, impera. Però si vogliono fare le cose per bene: solo poche costruzioni visibili dalla spiaggia, accesso al mare solo tramite viali pedonali, opere stradali, servizi di prima qualità, zona sportiva, possibilità di impianto termale (approfittando delle acque sulfuree di  Sinuessa), alberghi e pensioni sempre nel rispetto dell’ambiente.Come poi si fecero è un’altra storia.

La località, comunque, fu lanciata in tutta Europa e le presenze straniere vi si riversarono, soprattutto gli svedesi che costruirono un intero villaggio. Ma anche i VIP italiani negli anni ’70  le dettero quella connotazione d’elite per cui era stata pensata, tantoché, per un certo tempo, “rivaleggio” con Capri per la vita notturna e culturale. Da Lucio Dalla a Patty Pravo, da  Michelangelo AntonioniPeppino De Filippo, da John Lennon a Totò, e ancora  principi e principesse di tutto il mondo.

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Poi, nel 1975 con la spartizione tra i due comuni,  l’abbandono della società che aveva portato avanti il progetto e  la requisizione di molte seconde case nell’1980 dopo il terremoto dell’Irpinia, portarono la località al declino.

La storia di questo “pasticciaccio all’italiana” è ben trattata nel libro di Camilla Cederna Giovanni Leone:La carriera di un presidente  che nel 1978 ve3ndette oltre 600.000 copie e il libro didel giornalista Silvio Bertucci  Dossier Baia Domizia, uno scandalo democristiano del 2000 (ed.Boria)

garigliano-bigMa intorno a tutto c’è da dire che la foce del Garigliano è un’area ricca di storia, dove interi eserciti si son dati battaglia secolo dopo secolo. C’erano ville gentilizie prima della caduta dell’impero, poi ci soggiornarono i Saraceni, Longobardi e Bizantini, i francesi, gli spagnoli, i Borboni e i Sabaudi e, per finire, nel 1944 dove gli anglo-americani e i tedeschi si affrontarono lungo la Linea Gustav (che si estendeva dalla foce del Garigliano fino ad Ortona in Abruzzo,  passando per Cassino.

Oggi  una parte del litorale di Baia Domizia  è compresa nel Parco Regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano ed una un’aera di interesse naturalistico, con dune sabbiose sostituite all’interno da una pineta di antropica.

Guardando le poche foto che girano in rete si scoprono ancora oggi infinite potenzialità e tanti cittadini armati di buona volontà. Il resto è Italia…

R.C.