Artigiani in mostra nel Giardino di Donna Giorgiana Corsini

Dalle mani dei maestri ai giovani blogger… immersi nel profumo di limoni e  pappa al pomodoro

Ci sono angoli delle nostre città che per la maggior parte del  tempo restano inaccessibili. Luoghi privati, spesso vere e proprie isole immerse nel gran mare di cemento e pietra. A Firenze il Giardino Corsini è uno di questi. Per fortuna la famiglia Corsini, a nome della Principessa Giorgiana Corsini, ama condividere questo suo spazio cittadino creando eventi che aprono le porte a migliaia di visitatori.
Questa mattina, in occasione di un’intervista per la prossima edizione di Artigianato e Palazzo, ho incontrato Donna Giorgiana, insieme al simpaticissimo Neri Torrigiani (anche lui ideatore e organizzatore dell’evento internazionale) mentre fervevano i preparativi dell’allestimento.
Donna vivacissima, “spiccia” come si dice a Firenze,  Giorgiana Corsini è conosciuta da tutti. Gentile ma dritta all’obiettivo, concreta, sportiva e amante della cultura a 360 gradi. Giardino-Corsini-
Oggi è arrivata con la sua bicicletta con la quale girava per il giardino controllando che tutto procedesse al meglio. Mi è tornata in mente quando arrivava trafelata con la sua gloriosa Fiat ‘500, salivamo la scala mentre ci spiegava la storia delle due poltroncine bisognose di restauri su cui si era seduto un famoso prelato; ho rivisto con gli occhi della mente il lungo tavolo che in breve tempo era cosparso di fogli e volantini di un comitato cittadino a cui aveva aderito ed ho risentito lei che ci diceva di stare attenti a non graffiarlo. Mi è tornato in mente un aperitivo offerto da un politico (di qualche anno fa) in occasione della mia presentazione come candidata per le elezioni al Consiglio Comunale. Quell’aperitivo si svolse sotto il loggiato del Buontalenti che adorna la parte del palazzo che si affaccia sul bellissimo giardino Corsini.
Ero tornata nel Giardino in occasioni di questa e altre manifestazioni aperte al pubblico e agli espositori, ma stamani, con il sole che lo accendeva, con le fioriture in atto e gli operai al lavoro, mi ha fatto un altro effetto. Mi domando se è cambiato il giardino e o son cambiata io ma, comunque sia, l’entusiasmo che Donna Giorgiana e Neri Torrigiani mi hanno trasmesso mi ha sicuramente fatto venir voglia di non perdermi questa XXI edizione di Artigianato e Palazzo.Artigianato-e-Palazzo-2
L’architetto Gherardo Silvani, amava la scenografia e il giardino Corsini rispecchia la sua passione: creò un viale di accesso per dare profondità e, per aumentare l’impressione di maggiore lunghezza, usò l’artificio di porre le statue e i rispettivi piedistalli ad altezze via via digradanti.  Il punto di vista principale era quello  che partiva dal palazzo, dal loggiato posteriore verso via della Scala. A conferma di ciò il putto e i due leoni, posti al di sopra del cancello e dei pilastri laterali,  guardano non verso la pubblica via ma verso il giardino.
Palazzo Corsini al Prato è oggi un tutt’uno con il suo giardino. Il palazzo fu acquistato da Filippo Corsini nel 1621 insieme ad un “un casamento grande cominciato e non finito” : la casa iniziata dal Buontalenti per gli Acciaioli. La bella mano del famoso architetto si ritrova nella parte bassa della costruzione, un piano rialzato e la loggia che si apriva, e si apre, sul giardino. Nel tempo altri interventi e abbellimenti adattati ai gusti delle varie epoche, hanno impreziosito l’insieme come oggi lo possiamo ammirare.Giardino-Corsini-Firenze-
Angoli appartati, fioriture di cisto rosa e rosso, di lavanda, rose, peonie e ciliegi da fiore, i boschetti, la Limonaia piccola dove in questi giorni sarà ospitata la mostra “750 anni +1, Fabriano è carta dal 1264” dedicata la mondo della carta più antico, questo è il Giardino Corsini.  Non starò qui a raccontarvi tutto ciò che questa “vulcanica” donna ospiterà nel suo amato spazio aperto, basti ricordare i circa 80 artigiani invitati, tra cui 10 under 35 con le loro proposte innovative e i 10 blogger che racconteranno live blogging sui loro siti.
Storia, arte e nuove tecnologie insieme perché la cultura è tutto questo.

Roberta Capanni

E visto che la principessa Giogiana Corsini  ha inaugurato, lo scorso 3 maggio, lo spazio Toscana Fuori Expo a Milano cucinando pane di Firenze e orti del suo orto ecco la ricetta della pappa al pomodoro!
La pappa al pomodoro…merita sicuramente un articolo a se ne riparleremo sicuramente perché come diceva il grande Indro Montanelli , la pappa al pomodoro “E nient’altro che asciuttezza è la loro stessa parsimonia, che non va confusa con l’avarizia perché più che calcolo economico è un abito mentalepappa al pomodoro

Per farla servono cose semplici :

  • pane toscano quindi “sciocco” cioè senza sale raffermo
  • pomodori maturi toscani quelli belli rossi, “pieni di pieghe”
  • basilico
  • aglio
  • olio extra vergine d’oliva di frantoio (varietà frantoio se volete un sapore deciso)
  • brodo vegetale
  • mazzetto di odori
  • sale e pepe

Per le quantità io vado a occhio: dipende se i vostri commensali son golosi: la pappa è un piatto che normalmente richiede un “secondo giro”!  Normalmente per ½ chilo di pomodori metto 250 grammi di pane strizzato.
Facile da farsi, buona tiepida o fredda, la pappa al pomodoro è la semplicità fatta bontà. Una ricetta in perfetta linea con la sana tendenza del “non si butta via nulla”.Ci sono varie scuole di pensiero e quindi la ricetta subisce qualche leggera modifica secondo la “massaia” che la cucina io però la faccio come ci ha tramandato la mia nonna che ha fatto anche la cuoca.
mettere il pane a “rinvenire” nel brodo vegetale. Intanto far rosolare  degli spicchi d’aglio  in una casseruola di coccio possibilmente con qualche cucchiaio di olio extra vergine di oliva di quello buono. Preparare il mazzetto degli odori: sedano, nipitella, una carota. Il mazzetto consiste nel legare le verdure (io lo faccio con un filo di erba cipollina ma la nonna usava lo spago alimentare) in modo che non si perdano perché poi andranno tolti.
Spellare i pomodori scottandoli nell’acqua bollente per qualche secondo, tritarli a coltello e metterli nell’olio ormai profumato dall’aglio e far cuocere per qualche minuto
Quando il pane è imbevuto strizzatelo e aggiungetelo al pomodoro, salate, pepate ( io metto peperoncino e non pepe) e girate. Se diventa troppo asciutto aggiungete del brodo vegetale. Far cuocere per 15-20 minuti e alla fine aggiungere le foglie di basilico.
A questo punto fate riposare per un’ora e anche più. Se è estate potete servirla fredda con una C di olio extra vergine d’oliva decorando con una foglia di basilico, in inverno servirla tiepida.

Roberta Capanni
Info  orari e programma Artigianato e Palazzo  http://www.artigianatoepalazzo.it/