Vetta di confine tra le province di Piacenza e Pavia (e quindi tra Emilia e Lombardia, con preponderanza territoriale della prima), il Lesima, con i suoi 1.724 metri di altitudine, è uno di quei monti privi della notorietà universale che al contrario meriterebbero. Fratello, in questo, anche del vicino Penice, che vi narrerò in uno dei miei prossimi appunti di viaggio.lesima26

Eppure, salire sul Lesima è raggiungere, tra erte o tornanti, un luogo verde e dolce che rischiara la vista e il cuore, come pochi in quell’Appennino Ligure di cui fa parte. Un luogo accarezzato dalle valli dei torrenti Avagnone e Boreca, ambedue tributari del fiume Trebbia, il cui corso il nostro monte domina elegantemente, quasi fosse il piccolo grande principe della sua fetta di cielo.

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ph di Enrico Zoi 2014

L’ascesa può avvenire da più parti: dai sentieri che nascono dalle località di Zerba in val Boreca, nel Piacentino, o di Rovaiolo Vecchio, nel Pavese, o seguendo a piedi la più agevole (comunque di un certo impegno) strada privata di collegamento fra la carrozzabile passo del Giovà-passo del Brallo e la postazione radar dell’Azienda Autonoma di Assistenza al Volo per il Traffico Aereo Generale, sorta di base aerospaziale, che, come in un film di fantascienza e accompagnandosi a una vicina grande croce, troneggia sul verde dei pendii che la circondano.

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ph Enrico Zoi 2014

La mia esperienza è il sospiro di sollievo, più interiore che fisico, alla vista dei manti erbosi che coronano lo sforzo della salita; è lo scenario panoramico a 360° che si schiude sulla val Trebbia, sulle adiacenti cime del gruppo del monte Antola e dell’Aveto, sull’Oltrepò Pavese, sulla Pianura Padana, sulle Alpi, dal Monte Rosa al Bernina, e, se si ha fortuna, su uno spicchio di mare e addirittura sulla Corsica; è il picnic con relax goduto tra il radar e la croce, segnali della modernità e del sacro che riescono magicamente a convivere in questo punto d’incontro di alture,      regioni, province, valli, dialetti e territori.

lesima3E Annibale, si chiederà il lettore? Leggenda vuole che il condottiero e politico cartaginese, accampato con il suo esercito nella valle della Trebbia, intraprenda la salita del monte, ferendosi a una mano: da qui, alla latina, lesa manus, e quindi Lesima!

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