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Nessun libro di cucina che io abbia letto (è proprio il caso di dirlo) è così simpatico come quello scritto da Ambra Mambelli.  Una vera azdora romagnola la Mambelli con un  curriculum di tutto rispetto e  la Romagna che le scorre nel sangue che viene fuori anche dal suo modo di scrivere così spontaneo e fresco.

Così sono andata a trovarla nella sua casa immersa nel verde della campagna, a Solarolo (il paese dove è nata la Pausini) a pochi chilometri da Faenza. Sono andata in treno, percorrendo la Faentina, il tratto ferroviario che unisce Firenze a Faenza passando per il verde Mugello, e mi son gustata quell’ ora e mezzo di viaggio, stazioncina dopo stazioncina: Panicaglia, Ronta, Fornello, Biforco, Marradi …solo per citarne alcune.ambra-4

A Faenza c’è lei ad attendermi con la sua simpatia e  l’agilità di una donna che si muove sempre. Arriviamo a casa sua in pochi minuti, qui tutto ha una dimensione umana: i figli sono chi al lavoro e chi a scuola (ha una piccola bambolina di 6 anni, Aurora) e le galline sono padrone incontrastate del giardino, dell’orto e del pollaio.

Si ferma  strada facendo per farmi vedere le piante commestibili che ci sono nel verde in cui è immersa la casa in pietra, restaurata, pietra su pietra da lei e dall’abilissimo marito fabrizio.Poi entriamo.

È quasi ora di pranzo ormai e quindi sono spettatrice privilegiata della stesura di una sfoglia che avrà richiesto sì e no 15 minuti. Liscia, sottile che io neanche con gli attrezzi i più moderni  potrei mai ottenere. Intanto però prepara anche la pizza fritta, quella di pagina 23 del suo libro “Erbe in pasta” la “causa” del mio viaggio.

 

In realtà si chiama “Piè Frètta ma comunque sia è una cosa che non smetteresti mai di mangiare, almeno quella cucinata da lei.

Decide anche di farmi assaggiare dei tortelli che ha fatto la sera prima per il mercato: sono all’ortica. Mangiando anzi, gustando, i suoi piatti parliamo del libro, dell’idea che sta dietro, dei suoi corsi, dei suoi sogni.

Erbe in pasta è un libro con due valenze: insegna le basi per la sfoglia e i modi di creare pasta ripiena, e da indicazioni sulle erbe, anche non tradizionali, da usare per i ripieni.

Ambra  Mambelli dice che ormai noi utilizziamo poche erbe dei campi perché non sappiamo più quanto sono buone e spesso non le riteniamo nemmeno commestibili, invece, le nostre bisnonne erano in grado di preparare prelibati piatti utilizzandole.

Nell’erbario di Ambra, detta Lady Cocca, c’è il Tarassaco, la Portulca,  la Romice, il Lamio rosso, l’Erba di san Pietro e molte altre, anche se la mia preferita è sicuramente l’Erba tacchina!

Ma come riconoscerle? Per questo nel libro ci sono belle foto a colori che permettono di riconoscerle nei capire che pianta abbiamo davanti, quando la possiamo raccogliere e come possiamo utilizzarla. Parliamo dei suoi libri ( ha pubblicato anche “ricette dalle cucine romagnole dove dispensa sempre i suoi preziosi consigli) ed ha una deliziosa pagina facebook  (https://www.facebook.com/pages/Pasta-in-casa-doc/1413155715595109?fref=ts)ambra-3

Ambra ha un bel laboratorio proprio a casa, costruito nonostante che la  ASL l’abbia fatta impazzire per i permessi necessari (ha dovuto mettere una cappa più potente perché i fumi avrebbero potuto dare noia ai vicini…cioè distese di alberi di pesco e piantagioni di kiwi!). Qui Ambra prepara le sue bontà che vende nei mercati, soprattutto in quello Slowfood che si svolge a Bologna il sabato mattina.

Per finire in bellezza, un muffin al cioccolato ripieno con la marmellata di fichi. Ambra ospiti un blog tour? E a quando un libro di dolci?

Roberta Capanni