Aleatico dell’Elba: “abbinatelo strano”!

Aleatico dell’Elba: non solo meditazione

Aleatico dell’Elba

Aleatico passito dell’Elba D.O.C.G. Avevo promesso di riparlarne dopo l’articolo della scorsa settimana perché trovo che sia necessario dare ulteriori informazioni ai nostri lettori su questo “vino speciale”. Un vino considerato speciale perché accompagnava i momenti felici di una famiglia, il fine pasto della domenica o degli eventi da festeggiare. Solitamente abbinato alla classica “stiaccia briaca” elbana ma anche alle torte di frutta.

Riconosciuto dal 2010 come vino a denominazione di origine controllata e garantita l’ Aleatico passito dell’Elba è tra i pochi passiti italiani ad aver ottenuto da D.O.C.G. Un vino oggi ritenuto da “meditazione”.
Un vino passito profumato, dal colore intenso che varia tra il rubino e il violaceo. Un vino passito naturale: nessuna aggiunta di mostri dolci o alcol prevista. Solo uve appassite al sole dell’isola e alla sua aria. La produzione dell’ Aleatico passito dell’Elba  è la stessa da secoli con qualche piccolo accorgimento che cambia da azienda ad azienda.
IMG_20160417_141918 Le uve vengono comunque raccolte a mano, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre, e vengono attentamente selezionate: si scartano i grappoli danneggiati. Si passa poi  alla fase di concentrazione: le uve vengono disposte in cassette aperte su tutti i lati perché circoli l’aria (un tempo i grappoli erano messi  su graticci o stuoie  e messi al sole).  Ma se  il sole è troppo forte gli zuccheri dell’uva possono caramellizzare e dare così un vino dal colore scuro e un sapore di “cotto” perciò oggi si tende a far appassire le uve all’ombra in speciali serre. Il tempo di appassimento è legato al clima: circa 15- 30 giorni.
Il tempo è importante: un appassimento troppo breve produce un Aleatico alcolico, al contrario un lungo appassimento da un mosto troppo zucchino con ovvi problemi di fermentazione.  Dopo una nuova selezione degli acini  i grappoli ormai appassiti vengono diraspati e pigiati. Inizia quindi la fermentazione in presenza delle bucce, fermentazione che procede lentamente.

Dopo circa 6 mesi il vino può dirsi pronto e, infatti, ci sono cantine sull’isola che imbottigliano nell’anno ottenendo un prodotto dalle note floreali e fruttate. Qualcuno passa all’affinamento in piccole botti ottenendo vini dall’aromaticità complessa, di colore intenso che raggiungono sfumature granato con l’invecchiamento. Un vino vellutato dai profumi variegati dove si ritrovano i profumi della macchia mediterranea, con note fruttate (amarena, prugna mature), speziate (chiodo di garofano),  per giungere al cacao.
A nostro avviso l’ Aleatico passito dell’Elba D.O.C.G è uno dei migliori passiti, assolutamente da meditazione, ma anche abbinabile a piatti non dolci, più eccessivi, per ritrovare un gusto “antico”. Provate, provate, provate. Solo degustando un vino, solo abbinando il suo gusto a ciò che vi piace potrete scoprire sapori inaspettati, impensati e assolutamente piacevoli e soddisfacenti.
Comunque sia la nostra prova in abbinamento a formaggi erborinati ci ha soddisfatto alquanto!

Roberta Capanni