Il 14 febbraio in Toscana a Vernio la 440ma festa della Polendina o della Miseria.

Un frutto che ha sfamato generazione dopo generazione.

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San Quirico di Vernio

Polenta dolce di farina di castagne, aringhe e baccalà. Siamo a Vernio il comune più settentrionale della provincia di Prato in Toscana. Il territorio comunale si estende in prossimità dello spartiacque dell’ Appennino Tosco-Emiliano: Vernio è un comune sparso di 6.054 abitanti, il più settentrionale della provincia di Prato. È situato sulla grande curva che il fiume Bisenzio fa nella sua discesa verso Prato; comprende le valli del Fiumenta e del Carigiola, torrenti affluenti del Bisenzio e la parte iniziale della valle del Setta affluente del Reno.

Storicamente il territorio presso il fiume ospitava un accampamento invernale romano  , castra hiberna, da cui deriva il nome di Vernio. Località di montagna Vernio in passato ha visto nelle castagne una delle principali fonti di sostentamento e un tempo, la miseria, si faceva sentire! Un passato che ogni anno l’antica Società della Miseria di San Quirico rievoca con la distribuzione gratuita in piazza di castagne, aringhe e baccalà.

2_3109_200981893817La festa della Miseria  e della Pulendina rievoca, ormai da 440 anni,  la distribuzione di cibo che nel 1512 fu concessa ai suoi sudditi dai conti Bardi durante una terribile carestia.

La Festa si associa alla rievocazione storica di un fatto accaduto nel 1512. La storia racconta che Prato il 29 agosto del 1512 fu saccheggiata dalle truppe spagnole, mandate da papa Giulio II in aiuto ai Medici che dopo la pausa Repubblicana erano in attesa di rientrare a Firenze.  Dopo questo evento la carestia imperversò in tutta la zona. Così  i conti Bardi signori di Vernio distribuirono  generosamente alla popolazione, polenta dolce, insieme ad aringhe e baccalà.

E ancora oggi, prima domenica di quaresima, (quest’anno domenica 14 febbraio) per tutta la giornata Vernio si propone un calendario ricco di appuntamenti con la tradizione, la storia e l’enogastronomia.
Sulla piazza di San Quirico di Vernio di fronte al Casone, oggi sede del Palazzo Comunale,vengono preparati 9 pentoloni di polenta dolce che viene distribuita sotto forma di necci, castagnaccio e frittelle dolci. La festa della polenta vede al lavoro più di duecento volontari per la preparazione  e che ogni anno utilizza tra i 5 e i 6 quintali di farina di castagne tutta di produzione locale dei comuni della Val di Bisenziofesta-della-polenta-vernio-

Bancarelle con prodotti tipici, mercatini e la tradizionale sfilata storica con centinaia di figuranti organizzato della Società della Miseria, dal gonfalone del Gruppo storico Conti Bardi e dalle bandiere con gli stemmi delle nove terre di Vernio (secondo un documento del XVIII secolo conservato nel Castello Guicciardini di Poppiano).
Dopo il corteggio in piazza, a San Quirico di Vernio davanti al Casone,  ci sarà poi  la cerimonia di lettura della Pergamena, rigorosamente in rima, per ricordare il momento  cui i Conti Bardi offrirono aiuto alle popolazioni .

Tutto questo per ripercorrere la storia ma anche per valorizzare un prodotto, la castagna, che ha sfamato e permesso di vivere a intere generazioni, secolo dopo secolo. E allora  ecco la ricetta del castagnaccio toscano, un dolce semplice ma di infinità bontà.:castagnaccio

Castagnaccio Classico 

INGREDIENTI

  • 350 gr Farina di castagne della stagione (cioè non vecchia)
  • 80 gr uva sultanina o uva passa (non sono la stessa cosa perché diversa è la varietà dell’uva da cui provengono)
  • 30 g di zucchero semolato
  • 500 ml di acqua fredda
  • 100 g Pinoli
  • 8 ucchiai di olio extra vergine d’oliva dal sapore non troppo deciso
  • 1 rametto di ramerino (rosmarino) fresco
  • 1 presa di sale

Procedimento:

  1. si mette in ammollo l’uva passa in acqua tiepida.
  2. Si pulisce il rosmarino e si mettono le foglie insieme all’olio, e si fa riscaldare per qualche minuto. Poi si toglie dal fuoco e si copre con un coperchio per trattenere tutto l’aroma.
  3. In una ciotola mettere l’acqua fredda, il sale e l’olio all’aroma di rosmarino (lasciarne comunque un po’ per ungere la teglia e mettere sorpa la torta una prima di mettere in forno), unire piano piano la farina di castagne setacciandola.
  4. Quando il composto è liscio e morbido si aggiungono il resto delle foglie di rosmarino, le noci tritate a coltello, i pinoli e l’uvetta strizzata bene e asciugata.
  5. Ungere una teglia bassa (questo dolce deve essere basso, morbido dentro e croccante fuori) con olio aromatizzato e spargere sulla superficie ancora un po’ di rosmarino, pinoli e uvetta e olio.
  6. Informare a 180 gradi per una quarantina di minuti. Appena pronto la superficie presenterà delle crepe. Il vostro dolce sarà perfetto!

Per informazioni sulla Festa della Polenta: Ufficio Cultura del Comune di Vernio (0574.931024), Società della Miseria (331.981940). Troverete anche da dormire.

Roberta Capanni