Cignana_1

ph di Enrico Zoi

Valtournenche. Già il nome evoca paesaggi, echi montani, paesi da scoprire, sentieri, passeggiate, sapori. Non è il solo Comune sparso del nostro Paese, ma certo è uno dei più scenografici e suggestivi. Forti di una recente esperienza diretta, proviamo ad elencare quelli che per noi sono i 10 buoni motivi per visitare questa terra, ben sapendo che il lettore ne potrebbe individuare altri, pure più belli e importanti. Noi però abbiamo l’abitudine di scrivere e parlare solo di ciò che conosciamo e saluteremo con piacere integrazioni, commenti e suggerimenti.

Dal Plateau Rosà 1

ph di Enrico Zoi

Partiamo dunque con il nostro decalogo della Valtournenche non senza avere prima ricordato che l’armonioso toponimo comunale indica la vallata percorsa dal torrente Marmore, il quale sgorga dal Cervino (4478 m.), è accompagnato ai suoi fianchi da splendidi contrafforti boscosi e finisce la sua strada confluendo nella valle della Dora a Chatillon. E indica pure l’insieme di borghi da cui, a fine ‘800, partono alcuni dei grandi scalatori della Gran Becca (questo il nome locale del Cervino).

 

  1. Parlando di camminate e panorami estivi, possiamo partire da Cheneil, raggiungibile solo a piedi, piccola e deliziosa località d’alpeggio (sembra un villaggio da Presepe!), divenuta paese con il sorgere recente di un paio di alberghi. Da questo pianoro a 2015 metri sul versante sinistro della Valtournenche imbocchiamo un agevole sentiero panoramico che ci condurrà all’accogliente Lago di Lod, dove possiamo rifocillarci e riposare, per spostarci a piedi al vicino paese di Chamois
    Cervino dal Lago Blu

    ph di Enrico Zoi

    , meno di 100 abitanti e la caratteristica di essere il solo Comune italiano sulla terraferma non raggiungibile dalle automobili. Da qui prendiamo la seggiovia, torniamo al Lago di Lod e intraprendiamo la dura ma esaltante ascesa fino al santuario di San Domenico Savio, sul Col Clavalité (2535 m.), con un dislivello un po’ brusco di 500 metri, ma con un sano orgoglio arioso e panoramico una volta giunti in vetta, che non ha eguali! Tutta in discesa poi fino a Cheneil.

  2. Altro giorno, altra passeggiata. Stavolta andiamo sul versante destro della vallata, lasciamo la macchina all’area attrezzata di Perrères, dove si trova l’Antico Forno Flamini, che gradiremo assai al nostro ritorno, e iniziamo la salita verso il Lago di Cignana, circa a 2100 metri, non senza una sosta al Rifugio Barmasse, dal quale poi, stanchi ma soddisfatti per la spettacolarità dello specchio d’acqua con la sua suggestiva Cappella, scendiamo verso Falegnon per incamminarci in una lunga e defatigante passeggiata tra marmotte e scorci panoramici, il tutto quasi in piano fino al punto di partenza, dove sono in attesa per noi ottimi dolci!
  3. Ma è arrivato il momento di attaccare con lo sguardo il Cervino, una delle cime storiche della storia dell’alpinismo, una vetta oggi spoglia ma secoli fa boscosa, complice un clima più mite. Utilizzando gli impianti di risalita a tappe, si aprirà ai nostri occhi l’innevato e brillantissimo spettacolo del Plateau Rosà (3550 m.), ghiacciaio del Vallese svizzero appena oltre il confine italo-elvetico, algida e inebriante distesa di cristalli bianchi punteggiata, anche in piena estate, da sciatori in azione. Da lì scendiamo a piedi lungo il semplice sentiero che costeggia il Lago di Goillet e la sua diga…
    Lago di Goillet

    ph di Enrico Zoi

  4. …per giungere all’elegante Cervinia, luogo di sport (sci, downhill, anche ciclismo, essendo stata tre volte sede di arrivo di tappa del Giro d’Italia), turismo, mondanità e location cinematografiche, da La dama bianca (Mario Mattoli, 1938, con Paolo Stoppa ed Elsa Merlini) a Le comiche (Neri Parenti, 1990, con Paolo Villaggio e Renato Pozzetto) o al film tv natalizio di Un posto al sole, del 2013.
  5. Senza contare le possibili escursioni nei dintorni, come quella a Chatillon, cittadina industriale, commerciale ed agricola, con un centro che mantiene la struttura urbanistica medievale e, in alto, la severa sagoma del Castello Passerin d’Entrèves, attestato già in epoca romana, con il suo Parco ombroso e ricco di alberi secolari…
  6. …o l’altra alla vicina Saint Vincent , con le sue chiese romaniche, le architetture liberty e gli echi del… Disco per l’Estate, quarant’anni di canzoni dal 1964 al 2003!
    Aosta_2

    ph Enrico Zoi

     

  7. Scendendo di poco verso il Piemonte, ammireremo il favoloso Forte di Bard , il cui embrione risale addirittura al 600, per divenire poi, nella prima metà dell’undicesimo secolo, inexpugnabile oppidum, fino a passare ai Savoia, essere distrutto da Napoleone e rinascere dal 1830 con Carlo Felice. Oggi è sede di mostre e attività culturali ed è assolutamente da visitare.
  8. Per non dire poi della splendida Aosta , antica capitale delle Alpi: l’Arco d’Augusto, la Porta Praetoria con la Torre Vieille Insinuation, il medievale complesso di Sant’Orso, le vestigia della Cittadella e del Ponte Romano, e poi la Cattedrale, l’Anfiteatro, il Teatro Romano, il cuore urbano di piazza Chanoux, la Torre del Lebbroso
  9. Al nono posto, ma al primo per il palato!, la famosissima e clamorosa Zuppa Valdostana, a base di cavolo verza, fontina, burro, lardo, pane, brodo e sugo d’arrosto. Una bomba di gusto
  10. Gran finale con l’ottima motsetta, antico salume prodotto non solo in Valle d’Aosta, ma anche nel Piemonte settentrionale con bovina, come ovina, caprina, suina o di selvaggina. Un gioiellino da gustare con concentrazione!
    Aosta_1

    ph Enrico Zoi

 

Enrico Zoi